- Che dicevo a proposito della temperatura?! Che la serata è fredda?! Mi sbagliavo! Si gela proprio! Vorrei essere sotto una coperta!
- E non ai piedi di un faggio?!
- Non so perchè, ma nella mia visione mentale, il faggio è collocato in un paesaggio primaverile o estivo…
- E’ un faggio due- stagioni, allora! Risolvi i problemi eliminandoli?!
- No! Non li risolvo, nè lì elimino. In questo caso, evito solo di immaginare ciò che accada, ai piedi del mio albero, in autunno o in inverno!
- E perchè?
- Perchè temo che la mia immaginazione diventi desiderio…Che il desiderio venga letto come una richiesta… Che la richiesta sia vissuta come un dovere e che il dovere, infine, porti alla… fuga.
- Alla fuga?! Fuga di chi?!
- Alla tua! Non sopporterei di vederti andar via per sempre!
- Sai bene che alla fine si impara a sopportare tutto!
- Apparentemente è così o sarà così per la maggior parte della gente… Lo so: l’istinto alla sopravvivenza ha la meglio sul dolore…Ma forse ci sono delle eccezioni…
- Saresti tu l’eccezione?!
- Non so dirtelo! Sul serio! Non so dirtelo! Stanotte, ho sognato una mia zia. Mi chiedeva: “Che ciclo hai raggiunto?” Io sapevo che si riferiva alla mia anima. Le rispondevo che non avrei potuto fornirle alcuna risposta, visto che non credo nella reincarnazione…Aggiungevo che comunque non deve essere tanto alto questo mio ciclo, visto che mi trovo ancora sulla Terra! Lei allora ha concluso: “Ammesso che tu non creda, alla fine capirai lo stesso dove sei!” Cosa vorrà significare?!
- Non ne ho la più pallida idea! Forse, semplicemente, che si è concluso un ciclo, che devi andare oltre!
- Ancora?! Uffa! Sono stanca di andare! Voglio solo stare… Voglio il mio faggio!
- Ma questa tua zia che hai sognato è morta?!
- No! E’ vivissima e antipaticissima!
- Bene! Questo esclude che il tuo sogno abbia contenuti…Divinatori!
-Si è concluso un ciclo, dici? Quale? Quello “dei vinti”?!
- Lascia perdere! Non ci pensare! Sai, mentre eri alla cassa, riflettevo…
- Su cosa?
- Non so se faccio bene a parlartene!
- Non temere! Puoi dirmi ciò che vuoi! Tanto peggio di come mi sento…
- Non essere tragica, come al solito! Taci e sorridi! Hai già dimenticato?! Bene…Brava! Adesso ascolta…Mentre eri alla cassa a pagare le tue scarpe, pensavo che anche tu sei un…sarto!
- Sarto?! Ma se non so fare neanche un’ imbastitura!
- Deve essere proprio così! Anche tu, spesso, hai ingannato l’imperatore! E’ per questo che ti ritrovi a desiderare un faggio!
- Non dire idiozie, per favore! Io non ho ingannato nessuno! E poi chi sarebbe l’imperatore? Tu, per caso?!
-E’ probabile che anch’io lo sia stato, per te! Ogni tanto, infatti, mi fai credere che io abbia un abito speciale! Che io per te sia insostituibile! E io me ne convinco un po’… In fondo, mi piace l’idea di essere unico…Sì! Sei un sarto…Non mi dici mai che sono nudo e io invece lo sono! O meglio, io ho già un mio vestito, ma esso non ha nulla a che fare con quello che tu cuci per me! Certo l’abito che tu descrivi e che mi vedi addosso è meraviglioso, mi fa sentire così diverso, così vivo… Ma quell’abito che tu vedi in me, quello di cui tu esalti l’eleganza e le rifiniture non esiste; non c’è mai stato! Lo hai inventato perchè, in fondo, serve a te!
- Capisco…Forse capisco…
- E allora?! Non hai nulla da dire?!
- Dici che il vestito che ti vedo addosso l’avrei inventato di sana pianta? Che sarebbe solo un mio bisogno? Insomma, che io ti avrei idealizzato?!
- In un certo senso, sì! Tu idealizzi tutto e tutti, per cui ti ritrovi spesso delusa, sconfitta…Ma fai tutto da sola! Tu lotti perchè gli altri siano esattamente come tu speri che siano: a tua misura…Qualcuno, a volte, sta al tuo gioco, ma, alla fine, si stanca, non si diverte più; così abbandona il campo…Perchè stai zitta?! Dài, parla dì pure quello che pensi! Credi io abbia torto?!
- Non so che dire! Vuoi andartene via, vero?!
- Non è questo il problema! Non stiamo discutendo di me!
- -Lo vedo! E’ sempre di me che si discute! Tu non ti metti mai in discussione, vero?! Tu non ne hai bisogno! Sei perfetto, tu! In fondo sono io che ti avrei inventato! Non me l’hai chiesto mica tu di… nascere! Io ti ho trascinato nel mio mondo di sogni impossibili…Io ti avrei idealizzato! Io ti avrei chiesto ciò che non sei in grado di darmi! Come no! Ho fatto tutto io, da sola! E tu, tu dov’eri?! Tu non c’entri! E’ sempre di me che si discute, di me che idealizzo il mondo e i suoi frequentatori, di me che ho creduto di parlare con una persona, mentre in realtà comunicavo con una mia “proiezione”!
-Non essere così sferzante adesso! Cerca di stare calma!
- Sono calmissima te l’assicuro! Sto solo riflettendo e mi sto mettendo in discussione… Tanto per cambiare! Però, adesso prova ad esaminare la questione da un’altra prospettiva! Io ti avrei rifilato un abito, che è il mio abito…Dici?! Non pensi mai che, se così fosse, avrei scelto un altro soggetto e non te! Non credi che avrei cucito il “mio abito” su una persona più docile, meno presuntuosa, meno bugiarda, meno narcisista, più stabile, più rassicurante di te?!
- E’ così che mi vedi?!
- Perchè come sei?!Non è ancora il tuo abito questo?! Se avessi potuto scegliere un’altra persona, lo avrei fatto, credimi! Avrei confezionato il mio vestito addosso ad un uomo che ogni tanto fosse stato capace di mettersi in discussione, che mi ritenesse in grado di comprendere i suoi pensieri, i suoi problemi, che, qualche volta, mi considerasse degna di potere accogliere le sue confidenze…Non avrei scelto te, che pensi di essere la quint’essenza della saggezza, mio caro Ingegnere…Non avrei scelto te, che, in fondo in fondo, mi hai sempre vissuta come una specie di voce fuori campo…Un fantastico strano emozionante ectoplasma senza radici, nè storia!
- Adesso stai perdendo il senso della misura! Cominci a farneticare!
- Non credo! Sono perfettamente lucida! Ma, alla fine, cosa vuoi che dica?! Serve a qualcosa parlare?… Dirti che ti sbagli?! Servirebbe a qualcosa cercare di convincerti che ci può essere un’altra spiegazione?!…No! Ricordi cosa dicevamo prima?…Deve rendersene conto da solo, altrimenti egli vivrà ogni parola come una violenza o un’offesa…
- Di cosa, io, dovrei rendermi conto, secondo te?!
- Te l’ho già detto che è inutile parlarne…Ci devi arrivare da solo…
- A cosa dovrei arrivare?! Dillo pure! Stai tranquilla: non mi offenderò! Ne hai dette così tante! Una stupidaggine in più, una in meno…Ritieni di avere la verità?! Mettila fuori, dunque!
- Io non ho alcuna verità, caro Ingegnere! L’unica cosa che posso dirti è che ti ho sempre descritto come ti ho vissuto! Ti ho pensato io? Ti ho “evocato” io, dici?! Ti sbagli! Sei tu che sei venuto a cercarmi nei miei sogni! Forse non lo ricordi più…Io i miei sogni non li dimentico però! Io non cucio, nè disegno abiti! Non sono una stilista! Forse il problema è un altro…Forse il problema è diametralmente opposto…Forse, il problema è tuo…
- Mio?! E quale sarebbe?!
- E’ possibile che sia tu che non riesca a vedere il tuo abito!
- Sì?! E perchè mai farei una cosa del genere?!
- Perchè qualunque abito può essere vissuto come una schiavitù! Tanto vale convincersi di essere nudi! Così…Nessun legame, nessuna catena, nessun obbligo…Niente di niente! Liberi! Liberi, come il vento! Queste scarpe nuove! maledizione! Stringono troppo! Meglio andare scalzi!
- Quante chiacchiere inutili sai produrre, mia cara! Non sono io quella persona che hai descritto! A chi ti sei ispitata, stavolta?! Ai poeti maledetti?! Ti compatisco!…Sorvolerò sulle offese! Sono belle però! Scomode magari, ma belle! Non parlo delle offese…Mi riferisco alle tue scarpe! Rimettele, dài! …Vedi?! Ti slanciano! Dove pensi di potere arrivare con queste nuove calzature?!
- Non lo so! Forse, fino in fondo al mio ciclo…E’ un bosco di faggi, in alta collina. Se chiudo gli occhi, vi sono già dentro. Se vuoi vederlo anche tu, se vuoi entrarvi con me, devi stringere la mia mano, respirare profondamente e abbassare le palpebre. O devi andartene via?!
- No! Per adesso rimango. Hai bisogno di me!
- Ovvia conclusione! Mai una volta che fossi tu ad avere bisogno di me! Non fa niente… Sapevo fin dall’inizio che non sei… l’Ingegnere ideale!