NON – FIABE

Posted on gennaio 28th, 2012 in Cose...così | Nessun commento »

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“Nel giardino del gigante egoista è sempre inverno” … Che triste fiaba! Non l’ho mai voluta raccontare ai miei alunni, come, d’altra parte, non ho mai raccontato loro quella della Piccola  fiammiferaia.

Ma,  poi, pensandoci bene, siamo proprio sicuri che si tratti di fiabe?

Ci sono i protagonisti, c’è sicuramente il problema del male

Ma dove sono gli elementi magici? Sarebbero Dio (Gesù Bambino) e la morte ( la Piccola Fiammiferaia)?!  Roba da scomunica!

E quale sarebbe il lieto fine? Il famoso “…E tutti vissero felici e contenti!”?

Il Paradiso, dopo la morte?

Mi spiace ma non è questo il lieto fine che i bambini si aspettano e che io mi aspetto da una fiaba.

Per me, non sono fiabe.

Mi perdonino  Oscar Wilde e Hans Christian Andersen …  Le loro non –  fiabe io non le racconterò mai ai miei alunni. 

Perchè dovrei togliere loro la speranza che si possa essere felici senza bisogno di morire? 

Non è detto che anche loro arrivino alla conclusione che  la morte si sconti … Vivendo, per dirla con Ungaretti.

Magari, ai miei bambini, non toccherà mai di sognare la loro migliore amica che corre incontro a loro su … Quel ponte… Che li guarda,  che sorride e che poi va via,  lasciandoli da soli …  Su quel ponte.

Non è detto che il lieto fine, anche per loro, sia un semplice sorriso ricevuto in un sogno dal quale,  poi,  ci si risveglia sempre.

QUEI BIMBI

Posted on gennaio 24th, 2012 in Strade parallele | Nessun commento »

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- E tu che ci fai qui?! Sei ancora viva?! Ma il tuo amico non doveva avvelenarti?

- Purtroppo, non lo ha ancora fatto … Mi spiace! Deluso?

- No! La cosa mi è del tutto indifferente, anche se, in fondo, mi dispiacerebbe un po’ se tu …

- Ovvio! Con chi potresti ”pavoneggiarti” se  io …  E comunque non è detto che Aldo abbia rinunciato del tutto al suo progetto … Magari, chissà, lo ha già messo in atto!

- Avvelenamento lento?

- Sì! I lunghi tempi di attesa renderebbero più intensa la sofferenza della “moritura”, aumentando considerevolmente il divertimento dei… beneficiari ….! Tu, in primis …

- E che sostanza userebbe?!

- Non ne ho idea … Non sono un’esperta in veleni. Potresti aiutarlo tu, qualora si trovasse in difficoltà … Tu, sicuramente possiedi strumenti culturali molto più affinati di quelli suoi … Dovresti dargli una mano!

- Io?!  Non sono mica un assassino io!

- All’inizio, nessuno lo è mai, credo …  A volte, penso, per esempio ad Hitler a Stalin o a qualche altro personaggio che è passato alla storia per crimini efferati … E’ sconvolgente pensare che anche loro sono stati bambini … Immagina la gioia dei loro genitori, dei parenti e degli amici, quando sono venuti al mondo … Le loro aspettative … Le loro speranze … Anche loro sono stati come tutti gli altri bambini:  i loro primi passi, la prima volta in cui hanno detto “mamma” o “papà”, il loro primo giorno di scuola … I loro giochi …  Il loro primo amore … I loro sogni … E poi, poi il … baratro, il nulla … Chi li ha inghiottiti, Ingegnere?! Dove sono finiti quei bimbi?!

- Sono solo cresciuti, probabilmente!

- No! Sono diventati altro, di altra natura … Come se avessero subito una mutazione.

- Nell’uomo c’è il bene e il male! A volte prevale il primo, a volte il secondo …

- Questo lo capisco! Ciò che non capisco è dove sia andato a finire il bambino che era in loro e che è sempre in tutti! Quel  bambino che crede nella magia, che gioisce quando il lupo cattivo muore e Cappuccetto Rosso si salva …Che ne hanno fatto di quei bambini?! Sì, lo so bene; anche il bambino spesso sperimenta il male, anche il bambino sa essere sadico … Eppure spera sempre nel domani, tende sempre a credere che tutti vivranno felici e contenti …

- Io penso la questione sia tutt’altro che semplice. Siamo tutti, contemporaneamente, colpevoli e innocenti!

- Nessuno escluso! Certo siamo tutti potenziali assassini! D’altra parte, si può uccidere chi ci sta attorno in tanti modi, magari senza rendercene conto …

- Tu non hai mai “ucciso” qualcuno?!

- E’ probabile che anch’io lo abbia fatto … Non posso escluderlo … Ma se l’ho fatto, non me ne sono accorta. In genere, cerco di non comportarmi con gli altri come non vorrei che gli altri si comportassero con me … Non sempre ci riesco, ma ci provo, almeno.  E tu, Ingegnere? Chi hai ucciso tu?

- E chi vuoi che uccida io! Potrei uccidere te, ma poi non ce la farei proprio a vivere…

- … Senza …Di me?

- No! Senza la mia libertà! Non dev’essere divertente  vivere  per un paio di anni rinchiuso  in un carcere!

-Due anni? Vale così poco la mia vita?!

- Se è per questo … Senti,  è meglio che non ti risponda… ! E adesso scusami, ma ho da fare, madame! Buona serata!

- Grazie per le tue parole confortanti! I miei livelli di autostima, stasera, hanno raggiunto il loro apice … Non mi resta che sperare che il Signor Aldo abbia già messo in atto il suo progetto! Buona serata anche a te, Ingegnere!

DISSOLVENZA

Posted on gennaio 22nd, 2012 in Cose...così | Nessun commento »

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Chiudo gli occhi

e con la mente scavo

sul solito muro.

Uso le sue unghie affilate. 

Me ne servo 

quando lei dorme,

soprattutto la notte,

quando è distratta

e non si accorge di nulla.

Le sollevo piano piano dall’anima, 

alla quale stanno aggrappate

 e, lentamente …  

Comincio a scavare. 

A poco a poco,

notte dopo notte, 

sono riuscita

a  trapassare quel muro.

Adesso,

vi è quasi

un’impercettibile linea,

una feritoia stretta,

dai margini irregolari,

contorti, confusi …

Tuttavia, 

lascia passare la luce,

che è tutto il mio sole.

E’ poca, lo so,

ma con quella

riesco a vederti,

 a sfiorarti,

a stringerti al cuore … 

E’ dissolvenza della ragione

e fa male.

RISOTTO ALLA LOVISA

Posted on gennaio 22nd, 2012 in Strade parallele | Nessun commento »

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- Maestra Lovisa, m’arricampavu uora e pì curpa ri chiddi ca stannu faciennu u sciopiru pà a binzina cà custa assai pì i  tirri e p’à genti chi zappi e cu i furcuna,c’era trafficu e pistoli un nì puotti capitari e mancu potti truvari quarchi avutra cosa pì putirici sparari a lei cu tuttu u cuori!
Ma asson si scanta, lunedì l’abbilienu!!

 - Cosa ha detto il Signor Aldo?

- Detto?! Quello non dice …  Urla! Vuoi che traduca ?! Bene! Mi ha comunicato che non ha potuto trovare una pistola, nè una qualsiasi altra arma da fuoco,  a causa del traffico…Lunghe file di auto, ferme davanti ai distributori di benzina impedivano la normale circolazione…Gli autisti dei tir e il movimento dei “forconi”,  per protestare contro l’alto e ingiustificato costo della benzina, da giorni ne avevano ostacolato il normale approvviggionamento. Oggi la situazione si è sbloccata; i benzinai hanno riaperto e tutti i Palermitani hanno assalito i distributori…Insomma, il Signor Aldo m’ha detto che non potrà spararmi, visto che non è riuscito a procurarsi un’arma da fuoco … Mi ha poi  tranquillizzata, annunciandomi che lunedì provvederà a farmi fuori in altro modo: mi avvelenerà!

- E perchè?!

- Ingegnere, mi meraviglio di te! Quel poveraccio è stufo di sentire i miei…latrati…Debbo ammettere che anch’io al suo posto …

- Anche tu spareresti a una tizia come te?!

- Credo proprio di sì! Stasera ho riletto alcuni, diciamo così, articoli del mio blog .. Brr! Che depressione! Sai che ho pensato?!

- Cosa?

- Che inquino internet!

- Adesso, non esagerare!

- Non esagero: è così! 

- La gente ha bisogno di speranza e non di spremute di dolore … Sebbene …

- Sebbene…?!

- Se dovessi continuare la frase, sarei costretta a dire che non potremmo parlare di speranza se non avessimo esperienza del dolore, per cui… Forse è il caso di cambiare argomento. Potremmo parlare … Di cucina! Ho inventato una nuova ricetta!

- Ricetta? Di che si tratta?

- Un risotto. Lo si prepara come fosse un semplice risotto alla milanese, senza l’aggiunta dello zafferano … Quando il riso è cotto, bisogna aggiungere semplicemente del tonno sott’olio (basta farlo sgocciolare) e abbondante pesto. Si fa amalgamare bene tutto quanto nella pentola di cottura, si aggiusta di sale, si aggiunge un po’ di pepe e il risotto è pronto! E’ buonissimo!

- Come si chiama questo risotto?

- Non ho pensato a dargli un nome. Potresti chiamarlo “risotto alla Lovisa”!

- Lovisa? E che significa!

- E’ la storpiatura aldiana di Luisa, il nome con cui mi chiamano a scuola i colleghi!

- E perchè, allora, io ti chiamo Maria?

- Non lo so. Io mi chiamo Maria Luisa … Evidentemente, ognuno sceglie uno dei miei due nomi come capita, a preferenza …In questo periodo, però mi piacerebbe avere un solo nome …Chissà mai perchè!

- Crisi d’identità?

- Non credo, anzi, lo escludo. Necessità di andare oltre, probabilmente.

- E come ti piacerebbe essere chiamata?!

-Non lo so … O meglio, lo so benissimo, ma preferisco tenere per me l’informazione. Comunque, per il momento, mi accontento di “Lovisa”!

- Ti accontenti di  un nome storpiato?! Non è da te!

- “Lovisa” non è solo una storpiatura! Dopo avere fatto storpiare ad Aldo Luisa in Lovisa e, dopo averlo usato per giorni, ho fatto una scoperta interessante! In verità, la scoperta l’ha fatta la mia amica Laura, che Aldo chiama Lavura!

- Sì?! E cosa ha scoperto Lavura, cioè Laura?

- Che Lovisa era il nome di Greta Garbo! Anche lei, come me, aveva due nomi: Greta Lovisa!

- Grata Garbo la “divina”? “Quella” Greta Garbo?!

 -Esatto, Ingegnere! Lovisa era il nome di Greta Garbo la Divina! “Quella” Greta Garbo!

- Ma fammi il piacere! Greta Garbo! Per quanto mi riguarda continuerò a chiamarti Maria, anzi …madame…

- Merci beaucoup, monsieur Ingénieur! Merci beaucoup! Io continuerò a chiamarti… Ingegnere!

E MI MUOVO

Posted on gennaio 20th, 2012 in Cose...così | Nessun commento »

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Ti guardo e mi muovo

per raggiungerti.

Ho già camminato tanto,

ma la distanza fra me e te

è sempre la stessa.

Sono io che non so arrivare a te

o sei tu che ti allontani da me?

Non lo capisco.

Sei un sogno vero

o, semplicemente, l’orizzonte?

PIU’ IN ALTO CHE PUOI

Posted on gennaio 18th, 2012 in Strade parallele | Nessun commento »

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- Ho sonno. L’inverno è proprio pesante. Chissà se anche noi umani, in origine, non adottassimo una qualche forma  di letargo!

- I tuoi avi, sicuramente, sì!

- Perchè i tuoi no?! Oh! Scusami! Dimentico sempre che tu appartieni a un’altra… categoria!

- Si vede che hai sonno, comunque…Ti muovi come se fossi in preda ad un attacco di sonnambulismo!

- Sono stanca! I postumi del martedì e… di un lungo viaggio.

 - Sei stata in viaggio?! E quando?

- Stanotte, mentre dormivo…O forse… Stamattina, durante qualche secondo di blackout della mia mente. Adesso, non ne sono sicura…Fatto sta che ho viaggiato e  che, in pochi secondi, ho percorso spazi di tempi lontani…Hai presente il gambero? Dicono proceda all’indietro. Anch’io sono andata a ritroso.

 - Un viaggio nel passato?

- No, Ingegnere…Sì…Era nel passato, ma era un passato vissuto con gli occhi del presente…

- E’ normale. Qualunque cosa, rivissuta, diventa presente!

- Sì! E’ vero; ma, in questo caso, non lo è del tutto…E’ come se avessi visitato i luoghi del mio passato guardandoli da un aereo o da un elicottero…

- Dall’alto, vuoi dire?

- Sì! Li guardavo dall’alto…

- E dove sei stata?

- Forse, la domanda corretta è: “Cosa hai visto?”…Ho visto solo delle strade, relative ad un paio di itinerari, che mi conducevano a casa…Stamattina, avrei dovuto chiedere al Signor Aldo il significato di questa mia …visione, ma non ne ho avuto il tempo…

- Potrai farlo domani! Vedrai che  il tuo Tiresia non ti deluderà!

- Sì! Lo farò domani, se avrò tempo. Un po’ di buonumore non guasta mai! E tu? Non sai aiutarmi a capire?!

- Io non sono un indovino e poi non so di preciso ciò che hai sognato o visto…

- Lascia stare! Sai bene che non ci vuole un indovino per capire i sogni, altrimenti non li faremmo! Io il mio l’ho già capito…Parlarne con qualcuno però mi aiuta a prenderne coscienza interamente…Chissà perchè ne parlo con te!

- Cos’hai capito?

- Assolutamente nulla!

- Dài! Non fare la misteriosa! Cos’hai capito?!

- Mi sento un po’ ridicola, in verità, e sai perchè?

- No! Perchè?!

- Perchè il mio sogno è solo una variazione …sul tema…Nulla di nuovo o nulla di importante…Il solito monotono ”discorso” sulla casa…La vita, in ogni sua fase, è un viaggio verso casa…Perchè l’ho sognato, se lo sapevo già?!

- Non dicevi che vedevi le strade dall’alto?

- E’ vero!  La novità, se c’è, è questa…Io vedevo quelle strade, sapevo bene che erano le strade che avevo percorso, le riconoscevo come mie, ma ne ero distante. Le osservavo dall’alto, senza rinnegarle, con affettuoso distacco…E’ su questo aspetto che ho qualche difficoltà di comprensione…

- Ne sei sicura?!

- Sì! Non voglio darmi spiegazioni …Irrazionali…

- Del tipo?

- “Vola, anima mia! Liberati! Vola leggera, più in alto che puoi! Vola, sopra le nuvole! Nulla può farti del male”

- Cos’è?!

- Una sorta di… preghiera…No! Non è una preghiera…E’ un’esortazione, un invito…Un consiglio…Che spesso rivolgo alla mia anima…

-Un’autoconsolazione?!

- Forse…

- Ma a che altezza vedevi le strade, nella tua visione? Da sopra le nuvole?!

- Non credo…Non c’erano nuvole…Non ne vedevo alcuna…

- Allora, fallo domani!

- Che cosa dovrei fare?

- Chiedi …lumi al tuo  Tiresia! Rivolgiti al Signor Aldo! Qualunque sua interpretazione sarà migliore della tua, credimi!

- Su questo non ho dubbi, Ingegnere…Nessun dubbio.

- Perchè?!

- Semplicemente, perchè il Signor Aldo conosce il segreto della vita.

- Sì? E qual è?

- Non si chiede perchè vive; si limita a vivere.

E LUI NON RIDERA’

Posted on gennaio 17th, 2012 in Cose...così | Nessun commento »

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Mi son persa e c’è un Dio che si diverte…

Non so dove andare e Lui ride…

Non so dove poggiare i piedi

e, per aumentare il  suo sollazzo,

egli vi frappone un bastone.

Sono a terra, faccia in giù,

ingoio la polvere del suolo…

e  quello continua a sghignazzare…

E’ un dio sadico

e si diverte alle mie spalle…Sulla mia pelle. 

Perchè debbo alimentare ancora le sue risa?

Voglio che la smetta!

E se me ne andassi?

Se la finissi di mostrarmi

così goffa e ridicola ai suoi occhi?

Oh sì!  Spegnerebbe il suo sorriso beffardo

e, sconsolato,

punterebbe gli occhi

sul mio contenitore vuoto!

Cosa? Anche tu lo pensi?

Io lo sospettavo. E’ vero!

Se me ne andassi,

riderebbe eternamente,

ne sono certa.

Osservalo,  adesso,

com’è divertito

perchè mi vede in trappola!

“Scacco matto!” Pensa!

“Scacco matto!” Urla!

Vorrei piangere…

 Lo so! Mi sono persa,

ma debbo continuare a camminare;

non so vivere,

ma non posso neanche morire!

Dio del dolore, che non ridi,

la tua croce è pesante!

Sono stanca…E quello ride!

Perchè non lo fai smettere?!

Cosa debbo farmene di me?!  Non lo so!

Stanotte, ho freddo e fuori è buio.

 Mio Dio! Ti prego, fammi entrare!

Non mandarmi via, per favore!

Non ti disturberò.

Ho bisogno di addormentarmi sul tuo petto!

Fammi dormire presso di  te, stanotte!

Sono leggera…

La mia testa, sul tuo cuore,

non peserà più di una piuma…

e almeno per questa notte, 

lui non riderà.

C’ERI

Posted on gennaio 15th, 2012 in Cose...così | Nessun commento »

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Lo so che c’eri. Ti trovavi in prima fila, un passo davanti a tutti gli altri, mentre le fiamme si mescolavano al fumo nero. C’eri allora e ci sei anche adesso….E ogni volta è la stessa storia: cerchi le prove, dopo avermi condannata! Dovessi rinascere altre mille volte, farai sempre lo stesso errore: mi giudicherai, come se fossi Dio! Quando la smetterai di condannarti?!”
Lasciami in pace, per favore! Io sconto già la mia condanna: sono sola.

IL MIO BAMBINO

Posted on gennaio 13th, 2012 in Cose...così | Nessun commento »

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Il mio bambino, durante il giorno, sembra tranquillo, forse un po’ piu silenzioso, un po’ più lontano, un po’ più freddo, un po’ più solo del solito. Per tutti, continua ad essere quello di prima, tranne che per me, che sono sua madre e che non lo perdo di vista. Vuole essere un duro, vuole assomigliare a  suo padre, che non ha mai pianto e che non ha mai avuto paura di nulla,  neanche del buio. E così  il mio bambino, quasi sempre, gioca a fare l’ometto,  spinge le lacrime dentro gli occhi e canta le sigle dei cartoni animati più allegri. Ogni tanto, si apparta, si siede per terra, nella sua stanza in penombra e comincia a fissare i giocattoli che, a poco a poco, svaniscono. Guarda nell’ombra e ricorda. In quell’istante, i suoi occhi si allagano e il  suo viso si spegne. Stringe i pugni e si graffia le mani. Quindi si gira  e si siede sulle ginocchia, poggia a terra la fronte e, pensando di non essere visto, in silenzio, si abbandona ai singhiozzi. Io lo guardo e rimango zitta e rimango ferma. Poi, mi allontano, con passo felpato e lo chiamo a gran voce in cucina, con finta energia. Il latte, il pane condito col miele, la marmellata di frutta e il peggio è passato.Ma questo avviene di giorno.

Il mio bambino la notte non riposa e invano cerca una posizione. All’inizio, muove le sue piccole gambe e punta i talloni sul letto. Poi, all’ improvviso, si stende su un fianco, sospira e si gira sull’altro…Abbraccia il cuscino e repentino lo abbandona, rivolgendo al tetto le sue palpebre chiuse. Il mio bambino nel suo letto è una trottola che parla una lingua che non capisco. A volte, sussurra soltanto, più spesso, urla le sue domande al silenzio. 

Il mio bambino la notte piange nel sonno. Prima, è un pianto di bocca, leggero, quasi un sospiro, poi arriva da dentro i polmoni, e diventa una fiera;  lo scuote, lo graffia e lo fa naufragare nel buio.

La notte del mio bambino è  un singulto profondo, che non vuole essere consolato, solo abbracciato; ed è quello che faccio. Ogni notte,  l’ abbraccio.

L’ABITO ADDOSSO

Posted on gennaio 11th, 2012 in Strade parallele | Nessun commento »

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- Che dicevo a proposito della temperatura?! Che la serata è fredda?! Mi sbagliavo! Si gela proprio! Vorrei essere sotto una coperta!

- E non ai piedi di un faggio?!

- Non so perchè, ma nella mia visione mentale, il faggio è collocato in un paesaggio primaverile o estivo…

- E’ un faggio due- stagioni, allora! Risolvi i problemi eliminandoli?!

- No! Non li risolvo, nè lì elimino. In questo caso, evito solo di immaginare ciò che accada, ai piedi del mio albero, in autunno o in inverno!

- E perchè?

- Perchè temo che la mia immaginazione diventi desiderio…Che il desiderio venga letto come una richiesta… Che la richiesta sia vissuta come un dovere e che il dovere, infine, porti alla… fuga.

- Alla fuga?! Fuga di chi?!

- Alla tua! Non sopporterei di vederti andar via per sempre!

- Sai bene che alla fine si impara a sopportare tutto!

- Apparentemente è così o sarà così per la maggior parte della gente… Lo so: l’istinto alla sopravvivenza ha la meglio sul dolore…Ma forse ci sono delle eccezioni…

- Saresti tu l’eccezione?!

- Non so dirtelo! Sul serio! Non so dirtelo! Stanotte, ho sognato una mia zia. Mi chiedeva: “Che ciclo hai raggiunto?” Io sapevo che si riferiva alla mia anima. Le rispondevo che non avrei potuto fornirle alcuna risposta, visto che non credo nella reincarnazione…Aggiungevo che comunque non deve essere tanto alto questo mio ciclo, visto che mi trovo ancora sulla Terra! Lei allora ha concluso: “Ammesso che tu non creda, alla fine capirai lo stesso dove sei!” Cosa vorrà significare?!

- Non ne ho la più pallida idea! Forse, semplicemente, che si è concluso un ciclo, che devi andare oltre!

- Ancora?! Uffa! Sono stanca di andare! Voglio solo stare… Voglio il mio faggio!

- Ma questa tua zia che hai sognato è morta?!

- No! E’ vivissima e antipaticissima!

- Bene! Questo esclude che il tuo sogno abbia contenuti…Divinatori!

-Si è concluso un ciclo, dici?  Quale? Quello “dei vinti”?!

- Lascia perdere! Non ci pensare! Sai, mentre eri alla cassa, riflettevo…

- Su cosa?

- Non so se faccio bene a parlartene!

- Non temere! Puoi dirmi ciò che vuoi! Tanto peggio di come mi sento…

- Non essere tragica, come al solito! Taci e sorridi! Hai già dimenticato?! Bene…Brava! Adesso ascolta…Mentre eri alla cassa a pagare le tue scarpe, pensavo che anche tu sei un…sarto!

- Sarto?! Ma se non so fare neanche un’ imbastitura!

- Deve essere proprio così! Anche tu, spesso, hai ingannato l’imperatore! E’ per questo che ti ritrovi a desiderare un faggio!

- Non dire idiozie, per favore! Io non ho ingannato nessuno! E poi chi sarebbe l’imperatore? Tu, per caso?!

-E’ probabile che anch’io lo sia stato, per te! Ogni tanto, infatti,  mi fai credere che io abbia un abito speciale! Che io per te sia insostituibile! E io me ne convinco un po’… In fondo, mi piace l’idea di essere unico…Sì! Sei un sarto…Non mi dici mai che sono nudo e io invece lo sono! O meglio, io ho già un mio vestito, ma esso non ha nulla a che fare con quello che tu cuci per me! Certo l’abito che tu descrivi e che mi vedi addosso è meraviglioso, mi fa sentire così diverso, così vivo… Ma quell’abito che tu vedi in me, quello di cui tu esalti l’eleganza e le rifiniture non esiste; non c’è mai stato! Lo hai inventato perchè, in fondo, serve a te!

- Capisco…Forse capisco…

- E allora?! Non hai nulla da dire?!

- Dici che il vestito che ti vedo addosso l’avrei inventato di sana pianta? Che sarebbe solo un mio bisogno? Insomma, che io ti avrei idealizzato?!

- In un certo senso, sì! Tu  idealizzi tutto e tutti, per cui ti ritrovi spesso delusa, sconfitta…Ma fai tutto da sola! Tu lotti perchè gli altri siano esattamente come tu speri che siano: a  tua misura…Qualcuno, a volte, sta al tuo gioco, ma, alla fine, si stanca, non si diverte più; così abbandona il campo…Perchè stai zitta?! Dài, parla dì pure quello che pensi! Credi io abbia torto?!

- Non so che dire! Vuoi andartene via, vero?!

- Non è questo il problema! Non stiamo discutendo di me!

- -Lo vedo! E’ sempre di me che si discute! Tu non ti metti mai in discussione, vero?! Tu  non ne hai bisogno! Sei perfetto, tu! In fondo sono io che ti avrei inventato! Non me l’hai chiesto mica tu di… nascere! Io ti ho trascinato nel mio mondo di sogni impossibili…Io ti avrei idealizzato! Io ti avrei chiesto ciò che non sei in grado di darmi! Come no! Ho fatto tutto io, da sola! E tu, tu dov’eri?! Tu non c’entri! E’ sempre di me che si discute, di me che idealizzo il mondo e i suoi frequentatori, di me che ho creduto di parlare con una persona, mentre in realtà comunicavo con una mia “proiezione”! 

-Non essere così sferzante adesso! Cerca di stare calma!

- Sono calmissima te l’assicuro! Sto solo riflettendo e mi sto mettendo in discussione… Tanto per cambiare! Però, adesso prova ad esaminare la questione da un’altra prospettiva! Io ti avrei rifilato un abito, che è il mio abito…Dici?! Non pensi mai che, se così fosse, avrei scelto un altro soggetto e non te! Non credi che avrei cucito il “mio abito” su una persona più docile, meno presuntuosa, meno bugiarda, meno narcisista, più stabile, più rassicurante di te?!

- E’ così che mi vedi?!

- Perchè come sei?!Non è ancora il tuo abito questo?! Se avessi potuto scegliere un’altra persona, lo avrei fatto, credimi! Avrei confezionato il mio vestito addosso ad un uomo che ogni tanto fosse stato capace di mettersi in discussione, che mi ritenesse in grado di comprendere i suoi pensieri, i suoi problemi, che, qualche volta, mi considerasse degna di potere accogliere le sue confidenze…Non avrei scelto te, che pensi di essere la quint’essenza della saggezza, mio caro Ingegnere…Non avrei scelto te, che, in fondo in fondo, mi hai sempre vissuta come una specie di voce fuori campo…Un fantastico strano emozionante ectoplasma senza radici, nè storia!

- Adesso stai perdendo il senso della misura! Cominci a farneticare!

- Non credo! Sono perfettamente lucida! Ma, alla fine, cosa vuoi che dica?! Serve a qualcosa parlare?… Dirti che ti sbagli?! Servirebbe a qualcosa cercare di convincerti che ci può essere un’altra spiegazione?!…No! Ricordi cosa dicevamo prima?…Deve rendersene conto da solo, altrimenti egli vivrà ogni parola come una violenza o un’offesa…

- Di cosa, io, dovrei rendermi conto, secondo te?!

- Te l’ho già detto che è inutile parlarne…Ci devi arrivare da solo…

- A cosa dovrei arrivare?! Dillo pure! Stai tranquilla: non mi offenderò! Ne hai dette così tante! Una stupidaggine in più, una in meno…Ritieni di avere la verità?! Mettila fuori, dunque!

- Io non ho alcuna verità, caro Ingegnere! L’unica cosa che posso dirti è che ti ho sempre descritto come ti ho vissuto! Ti ho pensato io? Ti ho “evocato” io, dici?! Ti sbagli! Sei tu che sei venuto a cercarmi nei miei sogni! Forse non lo ricordi più…Io i miei sogni non li dimentico però! Io non cucio, nè disegno abiti! Non sono una stilista! Forse il problema è un altro…Forse il problema è diametralmente opposto…Forse, il problema è tuo…

- Mio?! E quale sarebbe?!

- E’ possibile che sia tu che non riesca a vedere il tuo abito!

- Sì?! E perchè mai farei una cosa del genere?!

- Perchè qualunque abito può essere vissuto come una schiavitù! Tanto vale convincersi di essere nudi! Così…Nessun legame, nessuna catena, nessun obbligo…Niente di niente! Liberi! Liberi, come il vento! Queste scarpe nuove! maledizione! Stringono troppo! Meglio andare scalzi!

- Quante chiacchiere inutili sai produrre, mia cara! Non sono io quella persona che hai descritto! A chi ti sei ispitata, stavolta?! Ai poeti maledetti?! Ti compatisco!…Sorvolerò sulle offese! Sono belle però! Scomode magari, ma belle! Non parlo delle offese…Mi riferisco alle tue scarpe! Rimettele, dài! …Vedi?! Ti slanciano! Dove pensi di potere arrivare con queste nuove calzature?!

- Non lo so! Forse,  fino in fondo al mio ciclo…E’ un bosco di faggi, in alta collina. Se chiudo gli occhi, vi sono già dentro. Se vuoi vederlo anche tu, se vuoi entrarvi con me, devi stringere la mia mano, respirare profondamente e abbassare le palpebre. O devi andartene via?!

- No! Per adesso rimango. Hai bisogno di me!

- Ovvia conclusione! Mai una volta che fossi tu ad avere bisogno di me! Non fa niente… Sapevo fin dall’inizio che non sei… l’Ingegnere ideale!